I Processi creativi e la Sindrome di Ambrogio

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Hai già sicuramente sentito la battuta, onestamente poco divertente, “questo progetto deve essere pronto per ieri”. Sempre più spesso infatti a noi creativi viene richiesta velocità di esecuzione e creatività estrema, ma queste due caratteristiche possono lavorare sempre di pari passo?

Lavorare con la creatività è sicuramente bello e stimolante, in qualsiasi ambito, dal design alla fotografia, dal copywriting alle strategia di marketing. Al tempo stesso oltre alla gioia di fare un lavoro così interessante, questa attività riserva anche qualche dolore.

Quello che molte persone credono dei creativi è che si tratti di persone con una capacità innata all’ideazione, capaci di generare idee dal nulla in maniera quasi istantanea.
Insomma, a volte siamo considerati una sorta di lampada magica di Aladino da strofinare all’occorrenza. Non è un caso che se cerchi su Google Immagini la parola creatività, l’immagine più ricorrente che troverai è una lampadina o una esplosione di colori. Il risultato di una ricerca così semplice può darci un’idea di quello che è l’immaginario collettivo e quindi la percezione che le persone hanno di qualcosa.

Ma cosa c’entra Ambrogio con la creatività?

Ti ricordi la pubblicità dei Ferrero Rocher con la signora vestita di giallo? (Se sei giovanissimo probabilmente non la ricorderai, guarda il video qui sopra).
Il suo fedele maggiordomo, sempre pronto ed ammiccante si chiamava proprio Ambrogio. Pronto in qualsiasi situazione a soddisfare ogni desiderio in un batter di ciglia come nulla fosse. Probabilmente è proprio così che molti si figurano i creativi, dei disimpegnati Ambrogio sempre pronti, che nel momento del bisogno premono semplicemente un pulsante dorato e trasformano un brief grossolano (“vorrei qualcosa, ma non saprei che cosa“) in un vassoio di soluzioni (o cioccolatini) ben incartati che spunta fuori per magia.
Tanto è come accendere una lampadina, no?
Niente si crea dal niente: la creatività è ars combinatoria.
 Umberto Eco

Uso questa mia strampalata teoria della Sindrome di Ambrogio, che affligge molti creativi professionisti, per raccontarti come, quando la creatività è il tuo lavoro, non puoi permetterti di sederti alla scrivania ed aspettare che scatti la scintilla o che arrivi l’idea dal nulla, è necessario procedere utilizzando dei processi.

I metodi per stimolare le idee sono molti, dal brainstorming, alle mappe mentali, al pensiero laterale. Ad ognuno il suo, ma in tutti i casi è necessaria una fase di analisi del “problema” per poter procedere alla ricerca di una soluzione creativa. Questo significa che una risposta immediata (come quella del povero Ambrogio) probabilmente non ci porterà ad un risultato originale ed appropriato ma solo ad un espediente “tappabuco”.

La creatività è mettere in connessione le cose.
 Steve Jobs
LO SPIEGONE

Quindi cosa vuol dire creatività?

“La creatività è uno stile di pensiero che si esprime in processi mentali caratteristici. Procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti, e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma, a risultati tanto originali quanto efficaci.
L’intuizione che la creatività sia uno stile di pensiero, che deriva da un altrettanto specifico atteggiamento mentale e comportamentale, nasce agli inizi del Novecento. I primi studi importanti sul fenomeno risalgono agli anni ’20.” …

Continua a leggere questo bellissimo articolo di Annamaria Testa sul suo blog Nuovo e Utile.

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